﻿{"id":1442,"date":"2019-05-20T08:00:17","date_gmt":"2019-05-20T06:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aripontedera.it\/web\/?page_id=1442"},"modified":"2020-03-03T10:48:30","modified_gmt":"2020-03-03T09:48:30","slug":"chi-sono-i-radioamatori","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/la-sezione\/chi-sono-i-radioamatori\/","title":{"rendered":"Chi sono i Radioamatori"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_button\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ari.pontedera\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-content\/plugins\/facebook-button-plugin\/images\/standard-facebook-ico.png\" alt=\"Fb-Button\" \/>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div><div class=\"fcbkbttn_like \"><fb:like href=\"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/la-sezione\/chi-sono-i-radioamatori\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"button_count\"  size=\"small\"><\/fb:like><\/div><\/div><p>Il <strong>radioamatore<\/strong>, in gergo <strong>OM<\/strong> che sta per Old Man o <strong>HAM<\/strong> (l\u2019origine dell\u2019espressione era un insulto ai cattivi operatori, usato nei paesi anglosassoni) \u00e8 una figura che non va assolutamente confusa con l\u2019appassionato di CB, ovvero banda cittadina. Le differenze sono dettate dal fatto che il radioamatore \u00e8 uno sperimentatore e per operare come tale deve necessariamente dare prova della sua competenza al Ministero dello Sviluppo Economico<strong>\u00a0<\/strong>superando un esame scritto. Ci\u00f2 \u00e8 necessario in quanto il radioamatore \u00e8 abilitato all\u2019uso di apparecchiature prive di certificazione da parte di terzi. Egli stesso potr\u00e0 quindi progettare, modificare o costruire ex novo i propri apparecchi entro le specifiche tecniche assegnate dal Ministero. Ottenuta quindi la dovuta abilitazione (patente) con il superamento degli esami, se non sussistono elementi pregiudizievoli sulla persona (ad esempio importanti precedenti penali), \u00e8 possibile ottenere dallo stesso Ministero l\u2019autorizzazione a trasmettere (una volta chiamata Licenza; ora Autorizzazione Generale). La stazione che in questo modo si \u00e8 autorizzati ad impiantare ed a esercitare (diversamente il solo possesso costituirebbe reato) \u00e8 identificata in tutto il mondo in maniera univoca da un nominativo. Il nominativo viene assegnato dal Ministero delle Comunicazioni ed identifica la stazione ed il suo titolare, come la targa di un\u2019automobile identifica il suo proprietario.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il nominativo del <strong>Radioamatore<\/strong> \u00e8 una \u201csigla\u201d composta da lettere e numeri assegnata dall\u2019Autorita\u2019 competente in ciascun paese (in Italia \u00e8 il Ministero dello Sviluppo Economico).<\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto di seguito e\u2019 descritto (salvo diversa indicazione) principalmente con riferimento ai nominativi dei\u00a0<strong>radioamatori<\/strong> Italiani, caratterizzati dall\u2019avere la \u201cI\u201d come prima lettera.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il nominativo \u00e8 divisibile in due parti: il prefisso ed il suffisso. Es. IK5 AAA<\/p>\n<p align=\"justify\">Il prefisso e\u2019 costituito da un prefisso nazionale e da un numero di \u201c\u201dcall area\u201d\u201d. Nel caso precedente: IK=prefisso nazionale 1=call area. Tutti i prefissi nazionali italiani iniziano con \u201cI\u201d. Gli altri paesi utilizzano diversi prefissi , tutti comunque facenti parte di assegnazioni stabilite in sede internazionale dalla I.T.U. (International Telecommunication Union), emanazione delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p align=\"justify\">I nominativi italiani inizialmente erano tutti <strong>I1<\/strong> con due o tre lettere di suffisso, quest\u2019ultimo scelto su base arbitraria: tipicamente erano le iniziali degli assegnatari, o parti del nome o cognome . Nel 1972 venivano introdotte le call areas e quindi comparvero i vari I2, I3 , etc. nonche\u2019 i prefissi assegnati alle Regioni a Statuto Speciale (vedi sotto). Verso la fine degli anni 70 si esaurirono le combinazioni disponibili, e fu dato seguito alla serie caratterizzata dal prefisso <strong>IK<\/strong> al posto della semplice <strong>I<\/strong> e seguendo questa volta un rigoroso ordine alfabetico per l\u2019assegnazione del suffisso da <strong>AAA<\/strong>a <strong>ZZZ<\/strong>; non fu assegnato il blocco KAA-KZZ in previsione di un futuro uso per nominativi di club. Terminate anche le combinazioni con IK, si e\u2019 dato corso ai nominativi con prefisso <strong>IZ.<\/strong> Conclusa anche questa, la serie attualmente in rilascio \u00e8 con prefisso <strong>IU<\/strong>. Nel 2005, in concomitanza con l\u2019istituzione delle licenze di club, si sono iniziati ad assegnare a queste licenze nominativi della serie <strong>IQ<\/strong> , con due lettere di suffisso, con scelta di quest\u2019ultimo arbitraria, il piu\u2019 delle volte richiamante la citta\u2019 sede del club; esempio: IQ5DY alla Sezione ARI di Pontedera.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un <strong>radioamatore<\/strong> operante temporaneamente in un luogo diverso da quello di licenza (residenza) e\u2019 autorizzato a far seguire il proprio nominativo da \/P , per indicare la portabilita\u2019 della propria stazione; se la radio e\u2019 su mezzo mobile, il nominativo e\u2019 completato da \/M . Esempi: IK5AAA\/P<\/p>\n<p align=\"justify\">I radioamatori possono operare su porzioni ben precise dello spettro elettromagnetico. Le bande sono allocate nelle gamme LF, MF, HF, VHF, UHF, SHF ed EHF, secondo il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, o PNRF, redatto dal Ministero delle Comunicazioni, su indicazioni dell\u2019Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU o UIT). Le bande LF, MF, HF permettono generalmente comunicazioni anche intercontinentali, mentre VHF, UHF, SHF, EHF quasi sempre solo locali, nazionali ed occasionalmente europee.<\/p>\n<p align=\"justify\">I radioamatori possono trasmettere voce e dati, modulando in vari modi l\u2019onda portante, cio\u00e8 l\u2019oscillazione elettromagnetica ad alta frequenza che si propaga nello spazio. Di seguito sono elencati i principali modi in uso.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>CW<\/strong> &#8211;\u00a0Sta per <em>Continuous Wave<\/em> ed \u00e8 in pratica la trasmissione di dati telegrafici attraverso l\u2019uso del codice Morse. Si emette solo l\u2019onda portante e solo quando il tasto \u00e8 premuto. \u00c8 stato il primo metodo utilizzato per comunicare via radio, vista la sua semplicit\u00e0. Anche se in alcuni settori il Morse \u00e8 in via di dismissione, sostituito da metodi digitali pi\u00f9 moderni, i radioamatori lo utilizzano ancora su tutte le bande, perch\u00e9 l\u2019ottima riconoscibilit\u00e0 del segnale permette collegamenti spesso impossibili con altri metodi, a parit\u00e0 di condizioni di propagazione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>AM<\/strong> &#8211;\u00a0Significa Amplitude Modulation, cio\u00e8 modulazione di ampiezza ed \u00e8 il modo pi\u00f9 semplice per trasmettere la voce via radio. I radioamatori non la usano pi\u00f9 ormai da qualche decennio, avendola sostituita con la SSB o con la FM (vedi seguito).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>SSB<\/strong> &#8211;\u00a0La sigla sta per Single Side Band e consiste nel trasmettere solo una delle due bande laterali risultanti dalla modulazione AM. I vantaggi rispetto a quest\u2019ultima sono dati dal dimezzamento della banda passante, assenza di emissione quando non si parla, rendimento in potenza pi\u00f9 che raddoppiato a parit\u00e0 di componenti e migliore sensibilit\u00e0 in ricezione. \u00c8 il modo preferito dai radioamatori per trasmettere la voce a grande distanza. Visto che le bande laterali sono due, a seconda che si trasmetta quella inferiore o superiore si hanno i due modi LSB (lower side band) oppure USB (upper side band). Per motivi storici i radioamatori utilizzano la LSB al di sotto dei 10 MHz e la USB al di sopra di questa soglia.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>FM<\/strong> &#8211;\u00a0La sigla sta per Frequency Modulation e significa modulazione di frequenza. \u00c8 un modo per trasmettere la voce che supera molti dei limiti della AM. Il segnale \u00e8 dato da una portante continua, la cui frequenza devia seguendo l\u2019ampiezza della voce. Il vantaggio principale rispetto alla AM \u00e8 dato dalla ottima immunit\u00e0 ai disturbi, sia naturali che artificiali ed \u00e8 inoltre possibile amplificare il segnale senza mantenere la linearit\u00e0 dell\u2019ampiezza, dunque con circuiti pi\u00f9 semplici ed efficienti. Visto che \u00e8 basato su un\u2019ampiezza costante, questo metodo non \u00e8 per\u00f2 adatto alle condizioni di propagazione sulle lunghe distanze, per cui i radioamatori lo usano solo sulle bande di frequenza superiore ai 30 MHz, per comunicazioni in ambito locale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>SSTV<\/strong> &#8211;\u00a0La sigla sta per <em>Slow Scan TeleVision<\/em>, ovvero televisione a scansione lenta ed \u00e8 un modo per trasmettere immagini attraverso la radio. Chiamarla televisione forse \u00e8 un po\u2019 troppo, perch\u00e9 nella modalit\u00e0 pi\u00f9 rapida disponibile viene trasmessa una immagine in bianco e nero, a bassa risoluzione, in circa 8 secondi. Si tratta dunque di immagini fisse ed i radioamatori le creano con appositi programmi per computer, utilizzando in genere delle immagini personali o della propria citt\u00e0, a cui si sovrappone di solito il proprio nominativo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le modalit\u00e0 pi\u00f9 utilizzate sono il modo <em>Martin<\/em>, creato dal radioamatore inglese Martin Emmerson (G3OQD) e <em>Scottie<\/em>, creato dallo scozzese Eddie Murphy (GM3BSC). Entrambi consentono di inviare una immagine a colori di buona risoluzione, con tempi a partire da circa un minuto e mezzo. Esistono poi anche i modi <em>Robot<\/em> e <em>AVT<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">In Europa il modo pi\u00f9 utilizzato \u00e8 il Martin M1, mentre negli Usa preferiscono lo Scottie S1 ed in Giappone usano molto i modi Robot e AVT.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di recente si iniziano ad utilizzare dei modi digitali relativamente rapidi per trasmettere immagini sulle onde corte, realizzando quindi la <em>SSTV digitale<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>ATV<\/strong> &#8211;\u00a0Il modo ATV, cio\u00e8 <em>Amateur TeleVision<\/em>, riguarda la trasmissione di vere e proprie immagini televisive, complete di audio. Il segnale viene modulato secondo lo stesso schema utilizzato dalle trasmissioni televisive via satellite di tipo analogico (ormai soppiantate da quelle digitali): video in FM ed audio su sottoportanti, anch\u2019esse in FM.<\/p>\n<p align=\"justify\">La larghezza di banda necessaria ad un simile segnale \u00e8 compresa tra i 20 ed i 30 MHz e quindi la prima banda utilizzabile \u00e8 quella dei 23 cm, visto che pi\u00f9 in basso non c\u2019\u00e8 abbastanza spazio contiguo. Un vantaggio di questa banda \u00e8 dato anche dal fatto che si possono utilizzare per la ricezione dei normali ricevitori satellitari analogici, disponibili a bassissimo prezzo sul mercato dell\u2019usato. La frequenza di ingresso di questi ricevitori \u00e8 infatti compresa in genere tra 950 MHz ed oltre 2 GHz, comprendendo l\u2019intera banda amatoriale dei 23 cm.<\/p>\n<h4 align=\"justify\">Modi digitali<\/h4>\n<p align=\"justify\">Negli ultimi anni, grazie all\u2019applicazione dell\u2019informatica alla comunicazione radio, sono nati molti nuovi modi di comunicazione, basati sulla variazione di tutti i parametri di una portante: ampiezza, frequenza e fase. Solo il primo di questi metodi, la RTTY, \u00e8 usato da alcuni decenni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>RTTY<\/strong> &#8211;\u00a0La <strong>Radio Tele TYpe<\/strong>, o telescrivente via radio, consiste nel trasmettere due portanti ravvicinate, una delle quali codifica lo 0 e l\u2019altra l\u20191 binario (FSK cio\u00e8 Frequency Shift Keying). La velocit\u00e0 usata dai radioamatori \u00e8 molto bassa (circa 45 bit al secondo), perch\u00e9 il segnale deve propagarsi in condizioni di estrema variabilit\u00e0. Il codice usato \u00e8 di solito il Baudot, a 5 bit.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>AMTOR<\/strong> &#8211;\u00a0Sta per <strong>AMateur Teletype Over Radio<\/strong> ed \u00e8 un miglioramento del modo RTTY. Trasmesso in genere a 100 bps, contiene sia codici di controllo errore che, nella modalit\u00e0 ARQ, lo scambio continuo di segnali di avvenuta ricezione. Pi\u00f9 di recente sono nati modi ancora pi\u00f9 ottimizzati per la trasmissione di dati via radio, successori dell\u2019Amtor, come ad esempio il <strong>Pactor<\/strong> ed il <strong>Clover<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Packet<\/strong> &#8211;\u00a0\u00c8 utilizzato sia nelle HF (a 300 bit al secondo) che nelle frequenze superiori (a 1200 o 9600 bps). I dati binari sono inviati in pacchetti e si usa per gestire BBS o nodi di comunicazione di vario genere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>PSK31<\/strong> &#8211;\u00a0Consiste nel modificare la fase della portante (Phase Shift Keying) a velocit\u00e0 molto bassa (circa 31 bps). Esiste sia nel modo a due fasi (BPSK) che a quattro fasi (QPSK) ed anche a velocit\u00e0 doppia (PSK63) o quadrupla (PSK125). \u00c8 un modo molto robusto, destinato alle conversazioni a lunga distanza, ma non adatto al trasferimento di file.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Feld-Hell<\/strong> &#8211;\u00a0Sviluppato negli anni \u201920 del 900 in Germania, dal prof. Rudolf Hell, fu poi utilizzato nelle macchine telescriventi dell\u2019esercito tedesco. Oggi si usa con programmi via computer ed \u00e8 un modo che in effetti non si pu\u00f2 definire digitale, perch\u00e9 \u00e8 formato da una emissione simile al CW, temporizzata in modo da disegnare nel ricevitore la forma dei caratteri trasmessi. Questa caratteristica rende questo modo molto robusto, perch\u00e9 spesso l\u2019occhio umano riesce a cogliere la forma di un carattere in mezzo ai disturbi, anche se appena abbozzato. Recentemente \u00e8 stato usato nei collegamenti via EME (Earth-Moon-Earth Terra-Luna-Terra) con risultati lusinghieri.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>MFSK<\/strong> &#8211;\u00a0Sta per <strong>Multiple Frequency Shift Keying<\/strong>. \u00c8 un pratica un po\u2019 come la RTTY, solo che invece di due portanti se ne usano 8 o 16 o un altro numero, mai piccolo. In questo modo ogni impulso trasporta pi\u00f9 di 1 bit e la maggiore velocit\u00e0 pu\u00f2 essere usata a favore della rapidit\u00e0 di trasmissione, oppure per rendere pi\u00f9 robusto lo scambio dei messaggi. Esiste una vasta gamma di modi, all\u2019interno della famiglia MFSK.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>MT63<\/strong> &#8211;\u00a0Modo molto recente ed avanzato che, attraverso l\u2019uso di molte portanti in parallelo, trasmette in modo robusto un segnale di discreta velocit\u00e0 attraverso il canale audio di larghezza di banda non superiore ai 2 kHz. Un altro metodo simile, sempre di sviluppo recente, \u00e8 il modo <strong>Olivia<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Altra attivit\u00e0 radioamatoriale \u00e8 la <strong>EME<\/strong> (Earth-Moon-Earth), consiste nel far riflettere un segnale radio sulla superficie della luna, in modo da effettuare collegamenti con localit\u00e0 anche molto distanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9 la riflessione abbia successo, si devono utilizzare potenze notevoli e, soprattutto, concentrare al massimo l\u2019emissione sulla superficie lunare, che occupa appena mezzo grado di cielo, vista dalla terra. Per questo motivo, ed anche per superare la ionosfera senza problemi, si utilizzano le gamme VHF e UHF per questi collegamenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">A queste frequenze la antenne sono di piccole dimensioni ed \u00e8 quindi possibile costruire delle direttive ad alto guadagno. Molte di queste antenne sono poi in genere connesse in parallelo, per concentrare ancora di pi\u00f9 l\u2019emissione verso la luna.<\/p>\n<p align=\"justify\">Negli ultimi anni i collegamenti EME sono risultati un po\u2019 pi\u00f9 facili da effettuare, grazie alla introduzione dei nuovi modi digitali, particolarmente adatti alla ricezione di segnali di bassissimo livello.<\/p>\n<h4 align=\"justify\">La radio e l\u2019antenna<\/h4>\n<p align=\"justify\">Per poter trasmettere sulle frequenze radioamatoriali, \u00e8 necessario un apparato radio adeguato. La radio \u00e8 collegata ad un\u2019antenna di dimensioni inversamente proporzionali alla frequenza utilizzata.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le antenne pi\u00f9 utilizzate sono il dipolo, la Yagi, la cubica quad, la delta loop ed i loop magnetici (forma circolare).<\/p>\n<p align=\"justify\">Le antenne innanzi tutto si distinguono in direttive e omnidirezionali. Le prime permettono di aumentare l\u2019intensit\u00e0 del segnale trasmesso (in gergo tecnico si parla di guadagno espresso in decibel) concentrandolo nella direzione in cui si trova la stazione ricevente. Le direttive sono dunque delle lenti elettromagnetiche e se vogliamo sapere come sono fatte, basta guardare le antenne televisive sul tetto di casa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le antenne omnidirezionali, invece, hanno il vantaggio di ricevere da pi\u00f9 direzioni contemporaneamente, al prezzo di un minore guadagno, e vengono utilizzate per le stazioni mobili o quando non si sappia in anticipo dove si trover\u00e0 il corrispondente. Degli esempi nella vita di tutti i giorni sono dati dalle antenne dei telefoni cellulari e da quella dell\u2019autoradio.<\/p>\n<p align=\"justify\">La frequenza su cui si trasmette determina la lunghezza d\u2019onda, normalmente identificata dalla lettera greca <em>\u03bb<\/em>(lambda). \u00c8 calcolabile, espressa in metri, facendo la divisione tra 300.000 (km\/s = velocit\u00e0 della luce) e la frequenza espressa in kHz. Ad esempio 300.000 \/ 3.750 kHz d\u00e0 come lunghezza d\u2019onda 80 metri esatti e proprio per questo la banda che va da 3,5 a 3,8 MHz viene chiamata banda degli \u201c80 metri\u201d. Se si preferisce, si pu\u00f2 fare la divisione equivalente tra 300 e la frequenza espressa in MHz.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per effettuare il collegamento tra radio e antenna si usa nella maggior parte dei casi del cavo coassiale. La radio, il cavo coassiale e l\u2019antenna devono avere la stessa \u201cimpedenza caratteristica\u201d e solo in questo caso si ottiene il massimo trasferimento di potenza (dalla radio all\u2019antenna in trasmissione e dall\u2019antenna alla radio in ricezione),\u00e8 di fondamentale importanza la qualit\u00e0 del cavo coassiale ,esistono parecchi modelli in commercio ,un cavo di qualit\u00e0 superiore evita perdite di potenza ,TVI (disturbi ad impianti televisivi) e naturalmente una ricezione migliore. L\u2019impedenza assunta oggi come standard per i ricetrasmettitori \u00e8 pari a 50 ohm, diversa da quella degli impianti televisivi, che \u00e8 invece di 75 ohm.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 il caso di osservare che mentre il trasmettitore ha dei problemi (osservabili e facilmente misurabili) se la potenza erogata non arriva tutta all\u2019antenna (riscaldamento, emissione di interferenze), la stessa cosa avviene per il segnale che arriva dall\u2019antenna e che sarebbe utile arrivasse tutto al ricevitore. L\u2019adattamento d\u2019impedenza \u00e8 dunque importante sia per il ricevitore che per il trasmettitore.<\/p>\n<h4 align=\"justify\">La comunicazione tra i radioamatori<\/h4>\n<p align=\"justify\">I radioamatori usano la radio per comunicazioni tecniche. Non \u00e8 permesso scambiare opinioni politiche, religiose e commerciali. Possono essere scambiate opinioni personali e specialmente pareri tecnici. Durante il collegamento vengono scambiati dei <strong>rapporti<\/strong>, composti da numeri, che identificano principalmente la qualit\u00e0 del segnale ricevuto e della modulazione. Nei modi digitali il rapporto \u00e8 composto da tre numeri, etichettati come <strong>RST<\/strong> (R=\u201dreadability\u201d intelleggibilit\u00e0, S=\u201dstrength\u201d intensit\u00e0, T=\u201dtone\u201d tono) con i quali si fa conoscere al corrispondente la qualit\u00e0 della sua emissione. In fonia (SSB, FM, AM) il rapporto \u00e8 composto da due numeri, cio\u00e8 RS. Al termine della comunicazione \u00e8 buona norma compilare il log di stazione, un diario non pi\u00f9 obbligatorio, sul quale vengono elencati i collegamenti effettuati, attualmente esistono molti software che permettono l\u2019inserimento dei contatti nel PC ,\u00e8 consigliato di fare stampe mensili dei contatti in modo di avere oltre al supporto magnetico anche il cartaceo . Per le conferme dei contatti possono essere compilate le cartoline QSL ed inviate tramite il servizio del BUREAU per i soci ARI ,o tramite il servizio postale ,per gli amanti della tecnologia esiste anche una possibilit\u00e0 di scambiare QSL tramite un sito web denominato e-qsl.<\/p>\n<h4 align=\"justify\">La cartolina QSL<\/h4>\n<p align=\"justify\">La cartolina QSL \u00e8 una cartolina personale, normalmente composta da un\u2019immagine o fotografia, con sovrastampato il nominativo della propria stazione, ed i dati essenziali del collegamento effettuato. Una tipica QSL da spedire conterr\u00e0 il nominativo, per esempio IK5AAA, i dati del collegamento effettuato, ossia la banda, (ad esempio 20 m), il modo (ad esempio 2x SSB), la data e l\u2019ora, unitamente al rapporto dato al corrispondente. Le cartoline QSL sono non soltanto una cortesia, cio\u00e8 una conferma del collegamento avvenuto, ma diventano utili per l\u2019ottenimento di un diploma. A tal fine \u00e8 molto <em>importante<\/em> far precedere al modo di emissione l\u2019indicazione \u201d <strong>2x<\/strong> \u201c, ovvero che il <em>collegamento<\/em> \u00e8 stato<em>bilaterale<\/em>. Solo cos\u00ec le QSL sono valide per conseguire eventuali diplomi. Nell\u2019attivit\u00e0 di <strong>SWL<\/strong> <em>(Short Wave Listener)<\/em> la QSL serve a certificare l\u2019avvenuto ascolto (ricezione) di un collegamento bilaterale (QSO) tra due (o pi\u00f9) radioamatori. In questo caso l\u2019SWL invier\u00e0 la QSL ad entrambe i radioamatori ascoltati fornendo i dati relativi al QSO, quali nominativi, data, orario, rapporti RST, banda, nomi, condizioni di ascolto ecc. \u00c8 quindi doveroso da parte dei radioamatori ascoltati rispondere allo SWL con QSL di conferma che permettano il conseguimento dei diplomi.<\/p>\n<h4 align=\"justify\">I contest<\/h4>\n<p align=\"justify\">I contest sono delle gare organizzate dalle associazioni di radioamatori in cui si premia chi stabilisce pi\u00f9 collegamenti ( punteggio pi\u00f9 elevato) in un tempo limitato dalle regole del contest (tenendo conto di potenza, distanza e banda). I contest vengono effettuati solitamente nei weekend del mese e hanno durata di varie ore 24 \/48 , in base al contest. Il libro di stazione ,attualmente sostituito da file in maggioranza tipo \u201cCabrillo\u201d con i collegamenti eseguiti viene inviato agli organizzatori del contest che provvedono a controllarne la correttezza, confrontandoli con i log dei corrispondenti (contollo incrociato) Il concorrente di un contest, solitamente, tende ad andare in quota o su isole (Pantelleria ,Lampedusa ecc)dipende dalla frequenza di uso o dal contest, data la minore presenza di ostacoli alle trasmissione, ci\u00f2 implica l\u2019uso (dove non \u00e8 presente la linea elettrica) batterie e pannelli solari: fattori che contribuiscono solitamente nel punteggio della gara. Il contest, pu\u00f2 essere eseguito anche nella propria abitazione. \u00c8 di fondamentale importanza la corettezza dei partecipanti specialmente nelle competizioni dove la potenza di emissione \u00e8 diversificata in QRP ( bassa emissione max 5w) o low power 100w o high power 500w consentiti in Italia , non \u00e8 sicuramente leale partecipare con potenze superiori dal momento che questo annullerebbe la possibilit\u00e0 da parte degli altri partecipanti di competere alla pari.<\/p>\n<h4 align=\"justify\">I diplomi<\/h4>\n<p align=\"justify\">Molte associazioni radioamatoriali mondiali rilasciano dei diplomi, cio\u00e8 degli attestati, a dimostrazione del raggiungimento di un certo numero di collegamenti con un certo numero di paesi o province, ecc.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il diploma pi\u00f9 importante, ricercato dalla maggioranza dei radioamatori, \u00e8 il DXCC (DX Century Club) istituito nel lontano 1935 dall\u2019ARRL, l\u2019associazione radioamatoriale degli Stati Uniti d\u2019America. Per ottenere questo diploma \u00e8 necessario dimostrare, tramite le QSL ricevute, di essersi collegati con almeno 100 differenti entit\u00e0, ognuna con la conferma della cartolina. L\u2019entit\u00e0 pu\u00f2 essere uno stato politico, ma anche un\u2019isola che disti almeno 100 chilometri dalla terra ferma. In Italia, ad esempio, la Sardegna \u00e8 considerata un\u2019entit\u00e0 separata dall\u2019Italia, cosa che non avviene per la Sicilia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oltre al DXCC, tra i numerosi altri diplomi esistenti sono molto seguiti il diploma delle isole mondiali (<strong>IOTA<\/strong>, cio\u00e8 <em>Islands On The Air<\/em>) e il diploma delle 40 zone in cui \u00e8 diviso il mondo (WAZ).<\/p>\n<p align=\"justify\">Qui un filmato realizzato dai colleghi di Arezzo che spiega chi sono e cosa fanno i radioamatori:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hlvpuKBNbrs\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"1442\"> (593)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il radioamatore, in gergo OM che sta per Old Man o HAM (l\u2019origine dell\u2019espressione era un insulto ai cattivi operatori, usato nei paesi anglosassoni) \u00e8 una figura che non va assolutamente confusa con l\u2019appassionato di CB, ovvero banda cittadina. Le differenze sono&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":142,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1442","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1442"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1442\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3060,"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1442\/revisions\/3060"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/142"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aripontedera.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}